Padova, 13 novembre 2025 – Associazione di Promozione Sociale PIU’ INFORMA (di seguito Associazione), impegnata nella tutela degli interessi collettivi e nella promozione della legalità nel settore della ristorazione collettiva e distribuzione automatica, ha avviato un’approfondita indagine sulle cause e conseguenze della mancata applicazione dei Criteri Ambientali Minimi (C.A.M.) da parte delle Stazioni Appaltanti (S.A.).
L’Associazione, registrata al RUNTS n. 52263, è autorizzata a svolgere attività di segnalazione e monitoraggio nel settore della ristorazione e dei servizi di ristoro scolastico. In qualità di organismo a tutela dei cittadini e dei consumatori, può segnalare sospette irregolarità nell’affidamento e nell’esecuzione dei servizi (art. 2, comma 34 dello Statuto), con particolare riferimento alle scuole di ogni ordine e grado, comprese le Università. È inoltre attiva nella promozione di progetti ambientali (art. 26), contribuendo a migliorare le condizioni climatiche anche attraverso una gestione più sostenibile dei rifiuti alimentari.

L’indagine sui bandi di gara pubblici di PIU’ INFORMA A.P.S. Rilevate gravi criticità nei controlli, spesso assenti
I Criteri Ambientali Minimi rappresentano uno strumento essenziale del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (M.A.S.E.) per orientare la Pubblica Amministrazione (P.A.) verso acquisti e servizi a minore impatto ambientale. Sono requisiti obbligatori che guidano le Stazioni Appaltanti nelle scelte più sostenibili lungo l’intero ciclo di vita dei prodotti e dei servizi.
I C.A.M. perseguono tre finalità principali:
- Promuovere un’economia circolare, riducendo sprechi e rifiuti.
- Favorire l’innovazione, incoraggiando tecnologie e pratiche più sostenibili.
- Rendere più efficiente la spesa pubblica, collegando qualità e benefici ambientali.
Le responsabilità operative, tra cui rientra quella di verificare il rispetto dei C.A.M., ricadono su figure tecniche quali il Responsabile Unico del Procedimento (R.U.P.) ed il Direttore Esecutivo dei Lavori (D.E.C.). Questi funzionari, oltre agli stipendi, percepiscono incentivi tecnici previsti dall’articolo 45 del D.Lgs. 36/2023, aggiornato dal Decreto Infrastrutture (Legge 105/2025), che consente di destinare fino al 2% dell’importo degli appalti a tali premi. Si tratta di incentivi concepiti per valorizzare il corretto svolgimento delle procedure, la verifica puntuale dei requisiti ambientali ed il controllo sull’esecuzione dei servizi. Tuttavia, alla luce dei dati raccolti, emergono dubbi sulla reale efficacia di questo meccanismo: in assenza di controlli coerenti e documentati, il sistema rischia di premiare attività che non vengono svolte con la necessaria accuratezza, mettendo in discussione la funzione meritocratica per cui era stato introdotto.

I dati allarmanti riguardanti la mancata applicazione dei C.A.M. (Criteri Ambientali Minimi)
Dalle verifiche effettuate, su oltre il 98% dei casi analizzati nel settore della distribuzione automatica emergono criticità gravissime:
- 85%: assenza di integrazione tecnica dei C.A.M. nei documenti di gara;
- 99%: mancata verifica dei requisiti C.A.M. obbligatori in fase di gara da parte delle commissioni e dei R.U.P.;
- 100%: totale assenza di controlli di conformità (documentali e visivi) in fase esecutiva da parte dei R.U.P. o dei D.E.C.
In molti casi, gli Operatori Economici (O.E.) vengono coinvolti per sopperire alle mancanze delle S.A., creando un paradosso: il controllato diventa controllore. Una pratica che mina la trasparenza e la tutela ambientale.

L’impegno di PIU’ INFORMA A.P.S. contro un sistema che premia senza meritocrazia
Nonostante queste omissioni, i funzionari percepiscono comunque gli incentivi, spesso a discapito della meritocrazia nel settore pubblico. Fortunatamente, abbiamo riscontrato anche comportamenti virtuosi, ai quali va il nostro plauso e supporto.
L’Associazione ha ritenuto necessario segnalare la situazione anche all’Autorità Nazionale Anticorruzione (A.N.A.C.) ed altri organi competenti, affinché vengano adottati interventi mirati a tutela dell’interesse pubblico. La mancata applicazione dei C.A.M., infatti, non rappresenta soltanto una violazione normativa, ma un rischio concreto di ulteriori danni ambientali e di un indebolimento della trasparenza nelle procedure.
Il nostro obiettivo è contribuire al ripristino della legalità, al corretto impiego delle risorse pubbliche ed al rafforzamento di un sistema di controlli efficace, capace di garantire che ogni intervento sia svolto nel pieno rispetto dei principi di sostenibilità e responsabilità verso la collettività.
Abbiamo già comunicato al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (sezione dedicata alla redazione e gestione dei Criteri Ambientali Minimi) quanto è emerso ma ad oggi nessun riscontro. L’auspicio è che stiano lavorando per migliorarne l’applicazione.
È necessario un cambio di paradigma per garantire controlli indipendenti ed incentivi realmente meritocratici.
Il Presidente di PIU’ INFORMA A.P.S.
Claude Jean Bontorin



